Politica

Agropoli, Provinciali: intervista a Franco Scognamiglio


Comunicato Stampa I.d.V.. Un'intervista in sette domande per spiegare tra l'altro il perché della sua candidatura, i rapporti con il sindaco Franco Alfieri, i programmi del suo partito e della coalizione che sostiene il candidato presidente Villani, è stata rilasciata dall'Assessore del Comune di Agropoli Franco Scognamiglio, candidato al consiglio provinciale nelle elezioni del 6 e 7 Giugno.1) D. Perché si  è candidato?

R  . Oggi due professioni senza  grosse responsabilità rendono: quella del prete e quella del politico. Conosciamo personaggi che lasciano il biberon e diventano politici, tramandandosi “ l’elettorato “ da padre a figlio come i vecchi proprietari terrieri. Si fa politica per il piatto di pasta e la fetta di carne, per garantirsi l’immunità parlamentare, per gestire interessi. Pochi fanno politica per il bene della collettività credendo in un ideale. Con la mia professione sono stato costretto a fare politica per imporre le mie capacità, per affrontare, giorno dopo giorno, la prevaricazione della politica, là dove la politica sarebbe dovuta rimanere alla porta. Alla mia età ed alla fine della mia attività professionale voglio continuare a svolgere un compito che socialmente possa permettermi di incidere in modo energico nel sociale, dando un contributo di  esperienze passate e di principi che sono stati e sono il filo conduttore della mia esistenza:  serietà, rispetto della legge, rispetto della dignità umana, rispetto dell’ambiente. Ci provo!  

2) D. Questo gli ha mica creato problemi con Alfieri visto che è un suo  assessore?

R. Essere assessore di Alfieri non significa essere un suo vassalo, nè significa contrapporsi a lui. Alfieri è il sindaco di questa Città perché ha avuto un mandato dal popolo. Viene rispettato quale sindaco per il suo ruolo istituzionale. Fuori dall’Amministrazione comunale siamo tutti cittadini liberi, con le nostre idee, i nostri trascorsi, i nostri programmi futuri. D’altra parte i primi candidati che ufficialmente si sono posti all’attenzione dell’elettorato siamo stati io, Alfieri e Malandrino. Oggi spuntano candidati da ogni parte come i funghi. Senza nulla togliere alla rispettabilità e capacità di ogni singolo, volendo rispettare il ruolo di ognuno – se questo è il senso della domanda – sarebbe stato opportuno concentrare l’attenzione di tutta la comunità su pochi personaggi, per consentire la certezza del risultato e dare loro la forza della consistenza numerica dei voti. Così tutti vogliono essere protagonisti  di questo momento per poter continuare a lamentarsi nel prossimo futuro.

3) D. Quali sono le proposte da fare per il collegio al Presidente della sua coalizione Villani?

R. Ho letto sul facebook di Villani una serie di argomenti che rappresentano ciò che è stato fatto e quanto si propone di fare. Sono le segreterie dei partiti della coalizione che si confrontano con le linee di un programma e redigono il documento che sarà oggetto della campagna elettorale e, dopo, della sua realizzazione. Indubbiamente il nostro territorio, alla periferia della provincia, ha bisogno di un occhio particolare. Ho messo in evidenza l’aspetto sanitario e della protezione civile per quanto  di competenza dell’ente provincia; lo sviluppo del turismo; della rete stradale; si potrebbe ipotizzare un percorso su strada ferrata per i paesi dell’entroterra se la Provincia ha capacità di incidere su un percorso di questo tipo; si dovrebbe puntare sulla ripresa dell’attività archeologica, valorizzando quanto è gia presente sul territorio; rivedere il percorso della raccolta dei rifiuti e del loro riutilizzo; incrementare le attività produttive anche proponendo soluzioni di allevamenti in mare. E’ il risultato elettorale che consentirà la realizzazione dei programmi. Parlarne ora significa promettere solo parole. Io cerco di essere concreto e di tenere i piedi per terra.

4) Lei è assessore di una giunta che con il sindaco e l’amministrazione sta facendo molto per Agropoli, vuole dire il suo contributo fino a questo momento quale è stato.

R.  Come ho detto prima, sono le segreterie dei partiti che stilano il programma elettorale che poi si traduce nel corso della consiliatura in fatti concreti. Essere assessore al porto e demanio marittimo, posso dire che è stato per me un incidente di percorso. I miei primi atti sono stati quelli di prendere contatti con persone qualificate ed esperte come il Comandante Zerilli  che ha realizzato il porto di Castellammare di Stabbia, il prof. Cristiano che ha redatto alcuni piani spiaggia e proporle alla Amministrazione.  Chi in precedenza aveva fatto accordi di programma ha ritenuto legittimo perseguire altre strade, sviluppare altre iniziative. Oggi è il sindaco che porta avanti la politica amministrativa ed il programma che è stato concordato; tutto ciò che viene fatto è frutto degli accordi pre- elettorali che costantemente gli vengono ricordati.

5) D. L’ospedale rischia di essere chiuso anche se in maniera propagandistica si dice che è stato  salvato, ci può spiegare la situazione qual è

R.  E’ un argomento lungo e complesso la cui risposta non è semplice. Purtroppo come ho detto prima la politica dovrebbe dare solo indirizzi  ed essere fuori dai fatti di gestione. Ma quando un settore delicato come quello sanitario diventa oggetto di speculazione clientelare per costruire una  potenza economica e politica, allora si osserva la degenerazione del sistema. La responsabilità del disastro della politica sanitaria è a trecentosessanta gradi, nessuno può dire: io non ho colpa, io non c’entro. Il nostro ospedale è nato male. Già l’anomalia di avere un solo direttore sanitario che dirige distretto ed ospedale la dice lunga e mette l’ospedale su un piano di inferiorità rispetto agli altri presidi; è una  appendice del distretto, non una entità a sé con le sue peculiarità e le sue caratteristiche. Non sono stati mai dati mezzi,  tecnologie, uomini per farlo crescere La longa manus di una regia occulta ne ha decretato la fine prima che nascesse. Qui devo dire che le più grandi responsabilità sono del Governatore Bassolino che, ancora oggi, per mantenere forte la sua credibilità, ha permesso, con la nomina dei commissari, un rafforzamento di chi ha creato più danni alla regione Campania che non uno tzunami di grandi dimensioni. E’ un problema interno del partito democratico, ma che si riflette nella società campana e in particolari settori quale, in questo caso, quello sanitario. Dobbiamo ben sperare nel risultato elettorale provinciale ed europeo per poter incominciare a rivedere e riparare i danni che la legge 16 ha prodotto. Lo stesso accordo pubblico privato siglato frettolosamente da Saracino con la Clinica Malzoni andrebbe rivisto sotto l’aspetto giuridico e sanitario. Quello che oggi si legge sui quotidiani, in riferimento al nostro presidio, desta molte preoccupazioni e mette in risalto con quanto cinismo e freddezza vengono prese talune decisioni. 

6) Il suo partito punta anche su un voto di opinione, lei ne è consapevole?

R. I media condizionano molto ed il popolo purtroppo il più delle volte si lascia andare seguendo il fenomeno del momento. Ricordo che negli anni cinquanta era da poco morto mio padre, vi erano serie difficoltà economiche e si cercava di andare avanti con il latte in polvere, con il burro dei pacchi parrocchiali, mia madre faceva il sapone in casa con soda e grasso animale. Oggi i nostri figli nascono e crescono con il biberon, il telefonino e la play station. Ci lamentiamo per la mancanza del lavoro e mandiamo gli extra comunitari a raccogliere le fragole ed i carciofi nei campi, sottopagandoli. Di Pietro svolge il suo ruolo facendo una opposizione forte, determinata, di grande rilievo. I media mentre lo esaltano lo attaccano. Ritengo che ogni cittadino debba fare più uso della propria intelligenza e saper discernere il bene dal male con le proprie capacità facendo riferimento ai propri principi etici e morali. Solo così possiamo sperare di dare un cambiamento alla nostra società, migliorare e garantire il  futuro dei nostri figli. Il grande fratello è frutto di immaginazione, di spettacolo momentaneo; dopo, chiuso il sipario, spenta la luce, resta la nostra cruda realtà. E’ su questa che punto per chiedere, a chi sta con i piedi per terra, di sostenere la mia candidatura ed il mio percorso politico.

7) Verrà Di Pietro per sostenerla?

R.   La venuta di Di Pietro consentì al partito di raggiungere il risultato elettorale che avemmo alle elezioni comunali. Vi è questo impegno per il parlamento europeo che limita la sua presenza sul territorio. Io spero che possa trovare un momento per essermi vicino. Ho voluto dare alla mia campagna elettorale un tocco di eleganza con particolari slogan.  Il primo “Aggiungi un Valore al Territorio”  nella convinzione che operare in sinergia con personaggi che hanno già avuto una esperienza nell’amministrazione provinciale, quale anche il nostro sindaco, potrà rafforzare la nostra crescita e dare più possibilità alla nostra amministrazione di essere propositiva per noi e per i paesi che si affacciano e confinano con il nostro comune. L’altro slogan che ha suscitato qualche perplessità interpretativa è espressione di un tocco di eleganza nel chiedere il voto: con cortesia,  con discrezione, per consentire all’elettore di esprimersi per il piacere di dare il suo consenso, quale espressione di stima nei miei confronti. Ultimo “ La Forza di un Territorio è negli Uomini che lo Rappresentano” a significare che le qualità di ogni eletto sono garanzia di certezza per una buona politica. Spero di rappresentare degnamente Italia dei Valori e, anche se il mio Presidente non ci sarà, confido  nella stima che gli elettori  avranno per la mia persona.

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