Quella di domenica prossima, 7 febbraio 2010, sarà ricordata come una giornata storica per laparrocchia di S. Maria delle Graziee per l'intera città di Agropoli. Parte, finalmente, l'oratorio, con tutto il suo carico di attese e di speranze.
Con la posa della prima pietra, comunità parrocchiale e amministrazione comunale concretizzano un investimento voluto con tenacia e saggezza. Una scommessa sul futuro di Agropoli che, anche grazie a questa nascente realtà educativa, intende fare un salto di qualità sul piano sociale e culturale e migliorare il suo grado di civiltà e di democrazia. Questa è davvero una bella notizia!
Ma che cosa sono , in
sintesi, gli oratori?
Sono
circa seimila in tutta Italia metà di questi si trova in
Lombardia e di fatto sono il tratto più caratteristico
della pastorale giovanile italiana. Ma guai a confonderli con
dei semplici spazi per i giochi, perché gli oratori
sono «il luogo concreto in cui lintera comunità cristiana sta
con i ragazzi. E li fa crescere». Una «formula
vincente» che non è a uso esclusivo della comunità ecclesialema che ha un radicato ruolo sociale e culturale nel nostro
Paese.
È di certo una realtà più presente al
Nord, ma sta diventando sempre più diffusa anche al Sud e al Centro.
È insomma un patrimonio sempre più «nazionale» e tipicamente
italiano, invidiato, alle volte, nel resto dEuropa. È una
nostra ricchezza che «mette in gioco» in concreto la Chiesa.Nelloratorio, infatti, la comunità cristiana offre a tutti uno
spazio per stare con le nuove generazioni e fare qualcosa per
loro. Gli oratori vedono molti adulti volontari, che mettono
a disposizione capacità e potenzialità diversissime tra
loro, ma tutte importanti per rendere completa ed efficace la
«formula» delloratorio. I ragazzi così in oratorio trovano
qualcosa per loro ma sono chiamati anche a dare qualcosa di sé,diventando protagonisti proprio come auspicava don
Bosco.
Da non dimenticare che in Italia, a livello locale e nazionale, gli oratori, veri e propri punti di riferimento «popolari », stanno ricevendo un sempre maggiore riconoscimento anche a livello sociale con un forte sostegno da parte da amministrazioni e mondo politico. Proprio come è accaduto ad Agropoli, dove la lungimiranza di un'amministrazione si è innestata agli obiettivi di una comunità parrocchiale. Questo incoraggia e, nel contempo, responsabilizza tutti: catechisti, genitori, insegnanti, educatori, a far crescere quella cultura pedagogica ed educativa che ha negli oratori una delle sue più belle espressioni ecclesiali.In definitiva,un servizio offerto a tutti per un autentico progresso socio-culturale della città, non solo luoghi di attività, spazi del «fare», ma anche laboratori di riflessione e di cultura in grado di rendere davvero i ragazzi protagonisti e responsabili.
Cristoforo Cappetta



