Nel corso della manifestazione "IniziATTIVA" svoltasi domenica 29 luglio in Via F. Patella ad Agropoli, si è tenuto un dibattito sulla legalità a cui tra i tanti illustri ospiti vi hanno preso parte Don Luigi Merola, il prete anti-camorra di Forcella e la senatrice Olimpia Vano. Obiettivo del dibattito reagire al campanello dall'allarme venuto dal tragico episodio della rapina culminata con la morte di Davide Pecora.
Nell'occasione Don Luigi ha presentato il proprio libro, presto andato a ruba, annunciando che per ogni libro venduto 1 euro verrà devoluto ad una fondazione da lui voluta di sostegno a bambini e ragazzi più disagiati, la fondazione aprirà un osservatorio in ogni provincia campana e Don Luigi ha dichiarato che per la provincia di Salerno piuttosto che insediarla nel capoluogo preferirebbe costituire una sede ad Agropoli.
Il lungo, ma mai annoiante, discorso di Don Luigi ha attirato un gran numero di persone che hanno invaso via F. Patella, le sue parole forti e pungenti hanno destato l'attenzione dei partecipanti dal primo all'ultimo minuto del proprio discorso, infatti la capacità oratoria di Don Luigi, associata a delle battute ironiche di tanto in tanto per non far calare l'attenzione si sono dimostrate un ottimo mezzo per appellarsi ai presenti richidendo l'aiuto di tutti per combattere la criminalità.
"Ognuno di noi deve fare la sua parte", dice Don Luigi, "se vedete qualcuno che spaccia vicino casa vostra, avvertite le forze dell'ordine, senza timori di ripercussioni perchè uniti non possono farvi niente", a tal proposito ha riportato l'esempio di tanti commercianti napoletani che unendosi sono riusciti a combattere il racket, per questo secondo Don Luigi c'è bisogno di una maggiore co-partecipazione tra tutti i cittadini, perchè non dobbiamo pretendere che le istituzioni da sole combattano questi problemi, ma dobbiamo essere tutti noi a collaborare e fare la nostra parte.
Fortunatamente ad Agropoli non vi è una realtà come quella vissuta da Don Luigi nel quartiere partenopeo di Forcella, ma anche nel nostro paese ci sono troppi ragazzi allo sbando, Don Luigi si è appellato alle famiglie invitandole a far si che la tavola ritorni ad essere un momento d'incontro tra figli e genitori, a non escludere dalla famiglia il figlio "sbandato", lo stesso appello è stato rivolto alle istituzioni scolastiche e alle parrocchie che non devono allontanare i ragazzi "troppo vivaci" ma tentare di stabilire con loro un dialogo ed aiutarli nel comprendere i veri valori della vita.
Pugno duro nei confronti degli autori del delitto di Davide Pecora, accusando tutti coloro che hanno tentato di giustificare i ragazzi in qualche modo, Don Luigi ha detto di aver parlato con la figlia di Pecora, testimone oculare del delitto e ha dichiarato che non c'è stata alcuna colluttazione "il ragazzo ha caricato il fucile e ha sparato!". Rifacendosi alle parole del comandante dei carabinieri che lo ha preceduto nel dibattito, Don Luigi ha detto che oltre ad una giustizia divina vi è anche una giustizia terrena e "chi ha sbagliato pagherà prima o poi".
Nel finale Don Luigi non ha potuto fare a meno di citare la vicenda che ha tanto fatto parlare di se nell'ultima settimana, l'arrivo di Fabrizio Corona, ospite di una nota discoteca Agropolese. Don Luigi ha fatto appello soprattutto agli educatori, famiglie ed insegnanti, che si diano da fare affinchè i ragazzi non continuino ad inseguire questi falsi miti devianti.
L.B.




