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Agropoli: Domini si ricandida a sindaco
Pubblicato il 12/11/2006 alle 14:31:26 Salva e condividi

Domini: “ Mi candido nuovamente a sindaco di Agropoli. La Margherita? “Ormai è un comitato di affari, appannaggio di personaggi che vogliono fare della Città “un loro feudo personale”. Queste ed altre dichiarazioni in occasione di un pubblico dibattito organizzato dai Democratici di Sinistra Domenica 12 novembre presso l’Aula Consiliare del Comune di Agropoli
La risposta dei Democratici di Sinistra d Agropoli al manifesto affisso dalla Margherita non si è fatta attendere. L’intenzione è quella di ricominciare, nonostante il trauma politico vissuto negli ultimi giorni, dovuto alla sfiducia ad Antonio Domini, con conseguente scioglimento del Consiglio Comunale. Ed è appunto con Antonio Domini che i DS agropolesi vogliono continuare il discorso politico, indicandolo così come il candidato alla poltrona più alta di Palazzo di Città, considerando quel 30% di elettorato che lo ha preferito quale primo cittadino nella passate elezioni. Dinanzi a numerosi convenuti, domenica 12 novembre presso l’Aula Consiliare del Comune di Agropoli, si è cercato di spiegare le ragioni e i perché del fallimento politico. Un autentico “agguato” come lo ha definito lo stesso ex sindaco in un pubblico manifesto, voluto soprattutto dai suoi alleati-nemici, della Margherita, che insieme all’opposizione in Consiglio e ad alcuni esponenti della sua stessa maggioranza hanno decretato la fine della sua legislatura. Dito puntato decisamente contro il partito di Rutelli in provincia di Salerno, accusato dagli esponenti diessini di essere diventato ormai “un comitato di affari” in cui si prediligono gli interessi personali e di partito a discapito delle esigenze dei cittadini. “Una sorta di feudo in cui Franco Alfieri e Antonio Valiante, a detta di Domini e compagni, sono dediti spadroneggiare, condizionando quelle che sono le libere e legittime scelte che la legge attribuisce ad un sindaco democraticamente eletto. “Se per Liberato Borrelli si è chiusa un’esperienza positiva sotto l’aspetto del governo cittadino e bisogna andare avanti con le idee e i progetti per una realtà che vuole crescere, per Valerio Botti “bisogna mettere i pugnalatori alla porta”, altrimenti si corre il rischio di ulteriori fallimenti. Duro e sprezzante è stato l’intervento del Senatore Andrea De Simone che non ha mancato di lanciare pesanti accuse contro i responsabili del disastro politico. “Un buon sindaco come lo è stato Antonio Domini non va certamente a Cuccaro Vetere a prendere ordini e disposizioni”, ma deve avere l’autonomia di decidere e di governare, forte del consenso che i cittadini gli hanno dato”. Come da protocollo ha chiuso infatti il dibattito l’ex sindaco Antonio Domini, il quale ha cercato di spiegare le ragioni che lo hanno indotto ad estromettere pian piano la Margherita dal governo cittadino. “Chi ha firmato il documento della sfiducia ha fatto un bene, perché ci ha rafforzato e questo lo dimostra la grande affluenza di gente presente quest’oggi in questa sala. In funzione dei poteri che potevo esercitare in qualità di sindaco, ho provveduto a mandare via taluni personaggi e sostituirli, in quanto non ho voluto sottostare ai ricatti, mantenendo in Giunta delle persone incapaci. A differenza nostra che abbiamo voluto ripristinare e garantire la sicurezza e la legalità, vi erano alcuni che avevano troppi interessi e pretendevano di interferire nella gestione e il governo della cosa pubblica”, per questo ho preferito non cedere a ricatti e ridare la parola agli elettori”. Poi puntuali ed attese alcune stoccate finali ad Antonio Valiante e Franco Alfieri:- “E’ chiaro che a qualcuno interessa di più il “Palio del Ciuccio” al proprio paese e non i problemi e le esigenze di Agropoli e di altri Comuni del Cilento, che sembra soffrano della nostra stessa situazione, in quanto anche in quelle realtà i rapporti con la Margherita non sono idilliaci. Mi candido nuovamente alla guida di questa Città, forte del consenso dei cittadini e del sostegno dei vertici del mio partito, e del nostro senatore di Agropoli che si chiama Andrea De Simone” -. Una stoccata questa che ha rimarcato pesantemente anche i difficili rapporti con Rifondazione Comunista, che nel 2004, pur avendo partecipato alla cordata pro-Domini, si è vista estromessa dalla scena politica della Città, ma che ora vanta Olimpia Vano come un’agropolese al Senato della Repubblica. Poi la ciliegina sulla torta: “Intendo continuare il discorso interrotto e soprattutto sbarrare la strada a qualcuno che scendendo dalle sue ville e residenze in collina pretende di venire a governare e comandare Agropoli come se fosse un feudo di sua insindacabile appartenenza politica”. Accuse al vetriolo dunque che infiammeranno ulteriormente il clima politico già rovente per quanto è accaduto nei giorni scorsi. Ormai è chiaro dunque che per i Democratici di Sinistra agropolesi tutto riparte da Antonio Domini, l’unico e solo candidato in cui sono riposte tutte le speranze di un’altra vittoria elettorale, per continuare il cammino bruscamente interrotto. Vincenzo D’Andrea


TAGS: agropoli, antonio, domini, sindaco, politico, margherita, citta, continuare, partito, sinistra, voluto, governo, andrea, cittadino, democratici
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