Il prefetto nomina il commissario prefettizio. È il vice prefetto Pasquale De Lorenzo a guidare la città cilentana verso le elezioni. Intanto, l'Udeur scende in campo. Il consigliere provinciale Luigi Crispino diventa «ambasciatore di pace». Ex sindaco, alla guida del Comune nei difficili anni del passaggio dalla prima alla seconda Repubblica (dal 1992 al 1995), è uno dei pochi primi cittadini ad aver completato il suo intero mandato, ex assessore all'Urbanistica, alle Finanze e all'Ecologia.Ha deciso di farsi promotore di un tentativo di ricomposizione del centrosinistra. Ha convocato, per giovedì prossimo, una riunione, invitando i rappresentanti di tutti i partiti di Agropoli che compongono il centrosinistra: Rifondazione Comunista, Ds, Margherita, Sdi, Italia dei Valori e, naturalmente, Popolari-Udeur. «Pur non avendo appoggiato il sindaco Domini alle scorsa elezioni abbiamo ritenuto di dover portare avanti un discorso di unità del centrosinistra, - spiega - pur non avendo rappresentanti in consiglio comunale abbiamo sostenuto il sindaco con un documento politico in suo favore. Non vogliamo entrare nella bega tra Margherita e Ds, ci siamo fatti promotori di questa iniziativa perché ritenevamo che Agropoli dovesse avere un governo duraturo». Intanto, ancora non si conosce il nome del commissario prefettizio che guiderà il comune fine alle elezioni della prossima primavera. «Penso che abbiamo tempo ma non tantissimo in vista delle elezioni. - prosegue Crispino - Innanzi tutto occorre svelenire gli animi. Non dobbiamo lasciare la situazione in mano a persone con manie di protagonismo che possono creare rotture insanabili nel centrosinistra. Per cui è bene entrare nello specifico». Secondo Crispino la crisi era evitabile all'origine: «Credo che Domini avesse tutti i diritti di chiedere alla Margherita di cambiare un assessore, come di chiedere che un assessore passato alla Margherita dopo le elezioni venisse sostituito da uno di un altro partito per una questione di riequilibrio». Eppure la colpa non è mai da una sola parte. «Domini ha sbagliato a dialogare con i singoli invece che con i partiti. Bisogna tornare ai partiti, al dialogo dentro e tra i partiti. Ha sbagliato ad accettare l'appoggio di Paolo Serra come rappresentante dell'Udc, così come Paolo Serra ha sbagliato ad appoggiarlo. Questa mattina ho parlato anche con gli Ora dobbiamo ricucire gli strappi». Paola Desiderio



