Caselle in Pittari scende in piazza per aiutare Marisa, la ventiduenne ammalata di leucemia. Domenica (11 novembre 2007) unequipe medica dellAdmo di Avellino (Associazione Donatori di Midollo Osseo) sarà in piazza Olmo per cercare un donatore che può salvare la vita alla giovane che vive con i genitori in Germania. La giornata di solidarietà sarà replicata il 25 dello stesso mese a Gottmadingen dove la famiglia di Marisa è emigrata negli anni 60; città gemellata con il centro collinare del Golfo di Policastro proprio per la presenza di numerosi emigranti cilentani. A Caselle in Pittari vivono i nonni, gli zii e i cugini che si prodigano con ogni mezzo per aiutare Marisa. Ma la corsa di solidarietà coinvolge tutta la comunità di Caselle in Pittari, i paesi limitrofi, e impegna anche lassociazione Raffaele Passerelli di Rofrano e il nuovo Centro di ricerca istituito recentemente presso lospedale San Luca di Vallo della Lucania. La giornata caratterizzata dallo slogan Con un semplice gesto puoi salvare la vita comincerà intorno alle 9.30 con una illustrazione di come e perché si deve diventare donatori di midollo osseo. Il successivo prelievo permetterà non solo di cercare il donatore compatibile per Marisa, ma anche di essere inseriti nella banca dati regionale e nazionale per inseguire un nuovo giorno anche per le altre persone che soffrono come lei. Marisa si è ammalata di leucemia agli inizi del 2005 e dopo un periodo di cura il problema sembrava essere risolto. Ma la terribile malattia si è ripresentata nello scorso mese di settembre e si è capito subito che la giovane casellese potrà guarire solo con un trapianto. E scattata immediatamente la gara di solidarietà che vede insieme il Cilento e la Germania, dove il sito web helft-marisa.de ha raccolto già tantissime adesioni. Sono sicura che ci sarà una grande risposta, considerato anche tutte le persone che ci stanno avvicinando in questi giorni. Invito tutti a sostenere il prelievo per trovare un donatore che possa salvare la vita a mia cugina e anche per tutte le persone che soffrono di questa malattia afferma Domenica. (Mario Fortunato)



